L’invasione della Svizzera

Da pochi giorni è uscito il libro L’invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943.

Il volume L’invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943, per la prima volta della pianificazione operativa che l’Italia sviluppò dall’unità d’Italia al 1943.

L’Italia e la Svizzera dal 1861 ad oggi, non si contrapposero mai in una guerra. Lo stato elvetico è dal 1500 che non è impegnato in nessun conflitto. è nota la sua neutralità nelle due guerre mondiali del ‘900.

Dalla fine dell’800, l’Italia rafforzò i confini con le fortificazioni in tutto il confine montano, compreso anche quello con la Confederazione Elvetica. In Valtellina, vennero costruiti tre fortificazioni, forte Montecchio Nord a Colico, forte Canali a Tirano e forte Dossaccio di Oga a Valdisotto. Avevano compiti difensivi e non furono interessati dalle operazioni belliche perchè la Svizzera rimase neutrale.

La Svizzera, dal canto suo, tra la fine dell’800 e il decennio successivo, costruì delle fortificazioni in Canton Ticino e anche dei piani d’attacco verso l’Italia.

Nel primo dopoguerra, i rapporti tra Italia e Svizzera rimasero cordiali. Anche in questo periodo furono rafforzati i confini in Ticino con nuove fortificazioni mentre l’Italia non costruì nulla di nuovo.

Nel 1940, lo Stato maggiore italiano, diede il compito al comandante dell’armata del Po, generale Mario Vercellino, di elaborare un piano d’attacco alla Svizzera. Fu uno studio approfondito che nel libro L’invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943, viene analizzato nei dettagli, come le linee d’invasione, le forze che sarebbero state utilizzate, le fortificazioni svizzere e gli obiettivi da raggiungere.

Il tutto rimase sulla carta, all’interno dei faldoni dello Stato maggiore italiano, ma oggi, grazie al libro, il tutto viene reso pubblico.

Vedi la copertina.

 

 

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