Forte Cornolò fu costruito negli anni 1909 – 1914 a quota 544 in val Posina. Il compito di Forte Cornolò era controllare assieme al sovrastante Forte Campomolon, le provienze dall’altopiano di Tonezza ma anche dalla val Posina.
Forte Cornolò era armata con 4 cupole corazzate con 4 pezzi da 75 mm in acciaio e da alcune mitragliatrici.
LE RAGIONI DEL DISASTRO IN UN GRAVE DIFETTO DELLA PROGETTAZIONE. Il giovane storico Leonardo Malatesta ha messo in luce come l’edificio fu pensato per resistere ad una artiglieria meno moderna rispetto a quella di cui erano dotati i nemici.
A narrare dei tragici fatti d’inizio guerra nei quali fu coinvolto il Verena è la pubblicazione di un giovane storico vicentino, Leonardo Malatesta, intitolata “Il dramma del forte Verena: 12 giugno 1915. Nel 90° anniversario della distruzione del forte Verena le sconvolgenti verità provenienti dagli archivi militari” (Temi Editrice, pag. 236, euro 20).
Malatesta, già autore di numerosi saggi brevi e del volume La guerra dei forti, si occupa della storia militare italiana e tedesca dal 1848 ai giorni nostri. La sua ultima pubblicazione, aperta dalla prefazione di Marco Grandi, docente di Storia contemporanea all’Università di Genova, e arricchita da un apparato fotografico e cartografico inedito, tratta della politica fortificatoria italiana, dei concetti costruttivi, delle artiglierie ed infine della storia bellica del forte Verena, considerato all’epoca la maggiore fortificazione italiana. Un gigante d’argilla, in realtà, visto che era stato costruito non seguendo lo sviluppo delle moderne artiglierie austroungariche.
Storia. 90 anni fa il fiore all’occhiello delle fortificazioni italiane veniva colpito IL FORTE VERENA GIGANTE D’ARGILLA Il dramma tre settimane dopo lo scoppio della guerra
Il 12 giugno di 90 anni fa il Forte Verena, fiore all’occhiello della linea fortificata italiana sull’altopiano di Asiago, veniva pesantemente colpito dalle artiglierie austriache: un solo proiettile di grosso calibro fece 45 morti e decine di feriti tra i soldati del 9° Reggimento artiglieria da fortezza che lo presidiavano. Non sarebbe stato l’unico colpo andato a segno: nei giorni seguenti la fortificazione fu martellata e più volte colpita dagli obici nemici. In breve tempo il forte, temutissimo dagli austriaci, fu ridotto all’impotenza. Fritz Weber, in Tappe della disfatta, così si espresse: «Verena, quella dannata bestia non è più che un ammasso di rovine. Sugli spalti nessuna sentinella camminerà più».
Con il termine Re Soldato, si indicava Vittorio Emanuele III, re d’Italia. Egli, durante la 1ª guerra mondiale fu il Re Soldato perché soggiorno nella zona di guerra, prima a Torreano di Martignacco, vicino ad Udine e dopo la rotta di Caporetto ad Altichiero vicino a Padova e poi a Lispida vicino a Monselice.
La Strafexpedition, è l’operazione militare austriaca sviluppata nel maggio – giugno 1916 sugli altopiani trentini e di Asiago. Il termine Strafexpedition che vuol dire spedizione punitiva è stato coniato dagli italiani nel primo dopoguerra. La Strafexpedition fu una delle più importanti battaglia svoltesi in montagna durante la 1ª guerra mondiale.